Naso rifatto male: i tipici errori della chirurgia estetica

Chi ha detto che un naso rifatto sia sempre più bello di un naso naturale? Purtroppo a volte questo non accade e, dopo l’intervento, ci si ritrova con un naso anche peggiore di quello che avevamo prima dell’operazione.

Naso rifatto male: come evitarlo

D’altra parte la chirurgia estetica, pur promettendo un miglioramento dell’aspetto del naso, non è di per sé una garanzia di successo. L’intervento di rinoplastica è infatti un intervento chirurgico a tutti gli effetti e, di conseguenza, potenzialmente rischioso per la salute e non solo.

La chirurgia estetica, quindi, non va sottovalutata e, prima di sottoporsi a un intervento di rinoplastica è sempre meglio prendere tutte le informazioni possibili su eventuali rischi e inconvenienti per la salute. Non solo, affinché l’intervento riesca e venga effettuato nel migliore dei modi è bene affidarsi anche all’equipe medica giusta. In questo modo si eviterà di ritrovarsi con un naso rifatto male.

Naso rifatto male: le alternative alla chirurgia estetica

E se la chirurgia estetica a volte rappresenta l’unica soluzione, soprattutto in caso di difetti gravi e molto vistosi, non è detto che non si possano scegliere altre soluzioni meno invasive e rischiose. I correttori nasali, per esempio, rappresentano un modo alternativo di correggere i difetti del naso e, a differenza della chirurgia, non presentano effetti collaterali.

(HTF) Rhino Correct, per esempio, è in grado di correggere i principali difetti del naso, da quello a patata a quello aquilino, al naso con la gobba. Questo dispositivo, piccolo e facile da usare, rappresenta quindi una valida alternativa alla chirurgia estetica, sopratutto laddove i difetti siano modesti e non troppo accentuati.

Nello specifico Rhino Correct è capace di: ridurre la lunghezza del naso di 1-2 mm, diminuirne la larghezza, alzare la punta del naso, levigare la linea ed eliminare eventuali gobbe, ridurre le asimmetrie. E i risultati non tardano ad arrivare: sarà sufficiente infatti indossare il correttore per 2-3 ore al giorno 3-4 volte alla settimana per alcune settimane e il tuo profilo apparirà più dolce e affinato.

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In caso di naso intasato i rimedi, invece, saranno altri. In questo caso, infatti, è possibile che si tratti di congestione nasale, un disturbo che spesso riguarda le persone con il setto nasale deviato.

Pur essendo una delle conseguenze tipiche del raffreddore, in realtà, il naso chiuso e otturato è spesso anche la conseguenza di questo difetto fisico delle mucose nasali. In questo caso, però, non è possibile intervenire con il correttore nasale, ma è necessario sottoporsi a una settoplastica.

Naso rifatto male: gli errori della chirurgia

Se invece si ha necessità di modificare gravi difetti del naso, si dovrà ricorrere alla rinoplastica, che rappresenta un vero e proprio intervento di chirurgia estetica. In quanto tale va ponderato molto attentamente, onde evitare di ritrovarsi in situazioni peggiori rispetto a quelle precedenti l’operazione e quindi con un naso rifatto male.

Non tutti gli interventi, infatti, riescono alla perfezione. A volte dipende dal caso, altre volte la responsabilità sta in una scarsa preparazione dei chirurghi. In ogni caso, esistono complicanze ed errori tipici che possono verificarsi nel corso di un intervento di chirurgia estetica al naso.

Uno fra questi è ad esempio l’eccessiva esportazione di cartilagine e osso, che porta alla creazione di un naso cosiddetto “a trombetta”. Un altro caso di naso rifatto male è quello per cui si verifica uno spostamento dell’osso, per cui si ha l’impressione di avere un naso asimmetrico.

Un’altra situazione tipica del post-operatorio è quella del naso “a becco di corvo”. In questo caso la parte bassa del naso è troppo sporgente. Questo difetto è dovuto alla presenza di un frammento di setto che non è stato asportato.

Non solo, è possibile che a sei mesi di distanza dalla rinoplastica, la punta del naso appaia più lunga e cadente. In questo caso è necessario intervenire con un secondo ritocco. In realtà nella maggior parte dei casi un solo intervento non è sufficiente. E’ infatti molto più probabile che, a un primo ritocco, ne segua anche un secondo per così dire di “aggiustamento”.

Questo dipende dal fatto che non è possibile dominare il processo di cicatrizzazione. Di conseguenza, anche in caso di un’operazione eseguita correttamente, è possibile che si renda necessario il ricorso a un secondo ritocco.

 

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