Cos’è la moc e quando bisogna farla?

La MOC, o Mineralometria Ossea Computerizzata, è una densiometria che consiste nella misurazione della quantità di calcio nelle ossa. Nello specifico questo esame indica la densità in sali minerali dell’osso ed è quindi utile per diagnosticare un’eventuale osteoporosi.

Cos’è la moc e quando bisogna farla: fattori di rischio

Si tratta perciò di un esame a cui è necessario sottoporsi nel caso in cui vi sia particolari condizioni e fattori di rischio di predisposizione alla patologia. Le donne in menopausa, per esempio, sono maggiormente predisposte allo sviluppo di osteoporosi e devono per questo sottoporsi a questo esame.

Non solo, anche uomini anziani e più in là con l’età potrebbero essere soggetti a rischio di osteoporosi senile. Per questo motivo, anche in questi casi potrebbe rendersi necessaria una valutazione di questo genere.

Vi sono poi altre condizioni e fattori di rischio che renderebbero necessaria la MOC. Alcune terapie farmacologiche, ad esempio, presentano conseguenze ed effetti collaterali in termini di metabolismo osseo. Di conseguenza, in questi casi, un esame relativo alla densità di calcio nelle ossa sarebbe decisamente opportuno.

Non solo, anche in caso di fratture ossee frequenti, potrebbe rendersi necessario un esame di approfondimento, così come in presenza di patologie come l’ipotiroidismo, iperparatiroidismo e la sindrome di Cushing.

In tutti questi casi la MOC metterebbe in evidenza un’eventuale riduzione dei sali di calcio nelle ossa e potrebbe perciò indicare la presenza di osteoporosi. Questo esame permette quindi di diagnosticare la malattia ancora prima che questa si manifesti in modo più evidente, cercando di prevenirne i disturbi e ritardarne il più possibile gli effetti.

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Cos’è la moc e quando bisogna farla: come funziona

Si tratta di un esame che può essere effettuato in diversi modi, anche se le strumentazioni più diffuse sono essenzialmente di tue tipi: quelle a singolo raggio fotonico (SPA), attraverso le quali è possibile misurare la densità minerale dell’avambraccio e del polso, e quelle che invece impiegano una tecnologia radiologica (detta DEXA), attraverso cui è possibile misurare la densità del corpo intero della colonna vertebrale e della estremità prossimale del femore.

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Prima di sottoporsi a MOC non è necessario prepararsi in alcun modo. Non è necessario quindi essere a digiuno, mentre l’esame in sé dura pochi minuti. Generalmente il paziente viene fatto sdraiare su un lettino, dove lo strumento di emissione dei raggi X, situato sotto il materassino, è accoppiato a un braccio mobile che contiene il rilevatore dei raggi e che scorre lungo il corpo.

Nel corso di questo esame non si fa altro che misurare la quantità di calcio presente in una zona campione, ovvero in un’area ben delimitata dello scheletro. Generalmente la MOC si effettua sulla colonna lombare e sul collo del femore. La macchina procede in modo automatico e va a rilevare quella che è la Bone Mineral Density (BMD), ossia la densità minerale in grammi per centimetro cubo.

Cos’è la moc e quando bisogna farla: i risultati

Il computer, poi, fornisce anche altri due risultati, il T-score e lo Z-score. Il primo rileva la densità minerale delle ossa rispetto a quella che dovrebbe presentarsi all’età di 30 anni, età in cui la quantità di calcio è ai suoi massimi livelli. Il valore viene espresso in variazioni rispetto a questo livello e i limiti della media vanno da -1 a +1.

In particolare, nel caso in cui il valore sia inferiore a -1 potrebbe esservi in atto un processo di demineralizzazione, e quindi la possibilità che si stia sviluppando osteoporosi.
Lo Z-score, invece, misura la densità dei minerali nelle ossa rispetto ai valori presenti in persone della stessa età. Anche in questo particolarmente significativi, ai fini di una diagnosi di osteoporosi, sono i valori inferiori a -1.

Cos’è la moc e quando bisogna farla: diagnosi possibili

In ogni caso, il T-score è il risultato chiave da tenere maggiormente in considerazione, in quanto si tratta di un valore assoluto. In base ai risultati emersi nel corso dell’esame,  è possibile definire lo stato di salute delle ossa, e quindi rilevare eventuali patologie. E’ quindi possibile che la densità di calcio rientri in valori assolutamente normali, oppure che vi sia una condizione di osteopenia, ovvero un impoverimento dell’osso tale da non poter essere ancora classificato come osteoporosi.

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Infine, nel caso in cui la demineralizzazione emersa sia rilevante, si diagnostica la presenza di osteoporosi, un impoverimento delle ossa più significativo, che comporta anche un aumento del rischio di fratture.

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