Pressoterapia cellulite: funziona davvero?

La cellulite è un inestetismo che riguarda un po’ tutte le donne e colpisce indistintamente sia i soggetti più robusti che quelli più magri. La formazione degli odiosi cuscinetti su gambe, fianchi e glutei non è legata infatti all’aumento di peso ma quasi sempre a una cattiva circolazione sanguigna che favorisce il ristagno dei liquidi. Proprio per questo, al di là di una sana ed equilibrata alimentazione, è importante stimolare il ripristino di un corretto flusso sanguigno.

Pressoterapia cellulite: come funziona

Non a caso fra i rimedi più diffusi troviamo i massaggi, così come l’ultrasuonoterapia e la pressoterapia. Quest’ultima consiste in una tecnica di medicina estetica che prevede un massaggio meccanico effettuato tramite un apposito macchinario. Questo macchinario è composto da strutture pneumatiche, ovvero gambali che vengono indossati da sulle gambe e una fascia da apporre sull’addome, alimentati da un compressore controllato elettronicamente.

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Il compressore non fa altro che gonfiare e sgonfiare i gambali e la fascia addominale dal basso verso l’alto, producendo così un’onda peristaltica dalla pianta del piede fino alla radice della coscia. In poche parole il macchinario esercita una pressione che favorisce la circolazione dei fluidi corporei, combattendo il ristagno dei liquidi.

Si tratta perciò di un rimedio molto efficace e che può essere modulato in base alle proprie esigenze. Oltre a contrastare la cellulite, la pressoterapia contribuisce anche a combattere la ritenzione idrica, favorendo l’eliminazione di liquidi e tossine che tendono ad accumularsi negli spazi intercellulari dei tessuti. Questi ristagni sono responsabili del tipico gonfiore alle gambe, che spesso le rende anche molto pesanti. La pressoterapia perciò è un valido trattamento anticellulite ma può essere considerato di supporto anche laddove fosse consigliato il linfodrenaggio.

Spesso infatti quest’ultimo, pur essendo molto efficace con inestetismi di lieve entità, non è in grado di trattare problematiche più avanzate. La pressoterapia invece arriva laddove un semplice massaggio o il linfodrenaggio non sarebbero in grado. Questa tecnica permette quindi di combattere anche la sindrome da gambe stanche, gli edemi diffusi e gli accumuli di grasso localizzati. Non solo, la pressoterapia avrebbe effetti positivi anche sul tono della cute e sul metabolismo. Insomma i pregi di questa tecnica di medicina estetica sembrano davvero tanti.

Pressoterapia cellulite: rischi e controindicazioni

A tutti questi benefici potrebbero accompagnarsi però anche alcuni rischi. Proprio per questo motivo, prima di ricorrere a un trattamento di questo tipo è consigliabile richiedere il parere di un esperto, che sappia indicare il corretto protocollo da seguire.

In ogni caso la comparsa di reazioni avverse è molto limitata in quanto i macchinari utilizzati sono sempre più efficienti. Non solo, possibili complicanze o effetti collaterali sono scongiurati anche dal fatto che la pressoterapia è quasi sempre abbinata anche ad altri rimedi e tecniche per contrastare cellulite e ristagno dei liquidi. Se venisse impiegata da sola potrebbe infatti causare un ripristino dell’edema o un indurimento dell’area trattata.

Questo perché la pressoterapia favorisce il drenaggio dei liquidi interstiziali e non delle proteine in esso contenute. Di conseguenza queste ultime attirerebbero altri liquidi, ricreando un nuovo ristagno e ripristinando il gonfiore. Non solo, queste stesse proteine potrebbero avviare un processo infiammatorio che rischierebbe di culminare nella fibrosi e nell’indurimento del tessuto. E non finisce qui. La rapidità del trattamento può infatti provocare anche una diffusione dell’edema. Potrebbe formarsi un “collare” edematoso alla radice dell’arto inferiore, che rischia di diffondersi ai genitali, all’addome ma anche all’altro arto.

Insomma pur essendo molto efficace la pressoterapia è una tecnica che va utilizzata solo se opportunamente consigliata dal proprio medico curante e in abbinamento ad altri rimedi come: linfodrenaggio, calze elastiche e bendaggi compressivi. Non solo, è altrettanto importante che la terapia venga modulata in base alle esigenze e alle caratteristiche fisiche del soggetto. Una pressione eccessiva ed esercitata troppo a lungo potrebbe infatti provocare dolore agli arti e alterazione della loro sensibilità e aumento transitorio dei livelli ematici di enzimi.

Infine, la pressoterapia è altamente sconsigliata laddove vi siano problematiche di:

  • insufficienza cardiaca, in quanto il riassorbimento dei liquidi potrebbe sovraccaricare il cuore provocando un infarto;
  • ipertensione non controllata, in quanto la tecnica rischierebbe di innestare crisi ipertensive;
  • trombosi venosa recente.
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