Dieta Lambertucci: come funziona e menu settimanale

Da sempre attenta alle ultime novità in fatto di salute e del benessere, la giornalista e scrittrice Rosanna Lambertucci ha deciso di ideare una nuova dieta detox, che ha come principale obiettivo quello di depurare l’organismo e favorire una perdita di peso costante. La dieta Lambertucci consiste quindi in un regime dimagrante che unisce la dieta vegana e vegetariana e dura all’incirca 30 giorni. Nota anche come dieta 4+1, questo percorso detox prevede tre cicli di 10 giorni l’uno, ognuno dei quali a sua volta prevede due fasi, composte da 4 giorni di alimentazione vegetariana e una con menu vegano.

Dieta Lambertucci: come funziona

I tre cicli prevedono un percorso graduale, che ha inizio con la fase di depurazione vera e propria, a cui seguono quella di reinserimento e recupero. Al termine della dieta, chi consuma carne e pece potrà reintrodurla gradualmente nel proprio menu, senza rischiare di annullare gli effetti ottenuti. La perdita di peso è resa possibile dalla progressiva eliminazione delle tossine ed è inoltre assolutamente graduale, annullando così la possibilità di andare incontro all’odiato effetto yo-yo.

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Non solo, la dieta Lambertucci presta molta attenzione anche all’acidità degli alimenti. Per questo ripropone il rapporto 4+1 anche nella distribuzione giornaliera degli alimenti. Questo significa che in un giorno bisognerà consumare quattro alimenti alcalinizzanti e un alimento acidificante. L’eliminazione dei cibi proteici, fatta eccezione per le uova, ha lo scopo di alleggerire il processo digestivo, alleggerendo il lavoro di  fegato e intestino e riattivando in questo modo le funzioni cellulari.

Un eccesso di cibi acidi infatti impedisce la fuoriuscita di sostanze come gli acidi grassi. Al contrario, assumendo alimenti alcani, e quindi ricchi di acqua biologica alcalinizzante, gli acidi grassi e le tossine fuoriescono dalle cellule per osmosi. In questo modo le cellule adipose si disintossicano e così facendo diminuiscono anche di dimensione.

Dieta Lambertucci: il menu settimanale

Il menu giornaliero della dieta prevede perciò un consumo abbonante di frutta e verdura, cibi alcalini, e pochi cibi acidi, fra cui uova, cereali, formaggi, legumi, caffè e vino. La carne e il pesce sono totalmente banditi, ma possono tranquillamente essere reinseriti al termine del percorso dimagrante.

Per questo motivo, la dieta proposta dalla giornalista viene paragonata ad un regime alimentare vegetariano. Seguendo quest’alternanza, secondo la Lambertucci sarebbe possibile depurare efficacemente l’organismo. Questo è infatti un passo fondamentale per favorire un naturale e costante dimagrimento. Via libera quindi a frutta e verdura che possono essere consumate in grandi quantità e almeno cinque volte al giorno.

Per quanto riguarda i carboidrati invece è consentito un consumo massimo di 80 grammi di pasta o riso, mentre per il pane sono previsti 50 grami al giorno. Anche i legumi possono essere consumati tre volte a settimana e in sostituzione della pasta. Le patate invece sono consentite per un massimo di due volte a settimana.

Al termine dei 30 giorni, la carne potrà essere nuovamente inserita nel menu settimanale, a patto che venga consumata per un massimo di due volte. Per quanto riguarda il pesce invece è consentito è possibile arrivare anche a quattro porzioni settimanali.

La dieta prevede sei pasti al giorno: colazione, spuntino in mattinata, pranzo, merenda, cena e spuntino dopocena. Questo ritmo consente di mantenere i livelli glicemici nel sangue entro parametri salutari, evitando i cosiddetti picchi glicemici, che potrebbero causare problemi all’organismo oltre che ostacolare gli effetti della dieta stessa. E’ inoltre stato provato che distanziare eccessivamente i pasti con diverse ore di digiuno causerebbe un abbassamento eccessivo della glicemia.

Questa condizione, chiamata di “ipoglicemia” è molto pericolosa per l’organismo ed è responsabile di alcuni sintomi quali disorientamento, stordimento, mal di testa, sensazione di affaticamento e irritabilità. La soluzione migliore è quindi quella di frammentare i pasti, in modo da mantenere la glicemia costante, evitando sia un eccessivo abbassamento che un innalzamento dovuto al consumo di grandi quantità di carboidrati e cibi ricchi di zucchero.

Questa condizione di iperglicemia si verifica soprattutto nel caso in cui si effettuino pochi pasti al giorno ma abbondanti. In questi casi gli alti livelli di zucchero residuo nel sangue vengono convertiti in grasso stoccato nelle cellule adipose. Non solo, elevate condizioni di iperglicemia predispongono l’organismo allo sviluppo di malattie del metabolismo e diabete.

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